A cura di #PADREBEPPE
VANGELO Gv 14,15-16.23-26 
Ma ce n’era proprio bisogno?...

...Serviva proprio la promessa e l’invio dello Spirito Santo? Chi lo ha disegnato come colomba e chi come fiamma che scalda? Chi lo ha immaginato come vento che sospinge e chi come voce interiore. Ma in fondo di cosa, meglio, di chi si tratta? Leggo dal Vangelo che gli apostoli a seguito dei tre anni vissuti con Gesù, anni ricchi di “colpi di scena”, a seguito inoltre della Sua morte e resurrezione, e forse impauriti e magari anche delusi dall’assenza fisica di Gesù stesso, tornano su quel lago da cui erano stati portati via. Quel lago, in fondo, rappresentava una sicurezza, seppur minima. Tornano ad aggrapparsi a ciò che sapevano fare, a ciò che li avrebbe distratti da quel dolore sordo dell’anima, quando una persona davvero cara ti viene a mancare. Umani davvero, i discepoli. Ma Gesù torna a raggiungerli, di nuovo sulle sponde di quel lago, di nuovo a chiedere loro di seguirlo.
Che amore pazzesco quello di Dio per la sua umanità…! Mai senza noi ! Non vuole saperne. E allora cosa si inventa, dopo aver donato agli esseri umani i cinque sensi ? Un senso in più, che prima mancava: la capacità di sentirLo presente nell’anima, anche senza vederlo fisicamente. Credo sia questo, in fondo, il dono dello Spirito Santo. Solo con questo dono interiore essi lasciano davvero (e stavolta per sempre) quelle barche, quei pesci, quelle paure, quei dolori e quelle delusioni. Ora si che si va ! Via le ancore. Si salpa per davvero, per raggiungere nuove rive, nuove storie, nuove situazioni in attesa di salvezza e di consolazione. Fino a noi, oggi. Nasce la Chiesa, di cui noi tutti facciamo orgogliosamente parte. La chiesa di Gesù Cristo. La Chiesa di Dio che, come già detto, non sa e non vuole fare a meno di noi. Vieni Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli.

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