A cura di #PADREBEPPE
Gv 10,27-30  In una scuola per giovani che desiderano imparare a comunicare...

...attraverso la musica ho imparato quanto sia importante la “riconoscibilità” di un interprete, nel momento in cui, ad esempio, sentendone un brano per radio, capisci subito chi sta cantando. Dietro a quella voce riconosciuta ci sta uno stile, una storia, magari altre canzoni oltre a quella che io sto ascoltando…! Ecco il senso della riconoscibilità : CREARE SUBITO UNA CONNESSIONE INTERIORE, una sorta di relazione istantanea che ti fa sentire questo o quell’artista come parte di te, del tuo vissuto.
Capisco allora il perché Gesù sottolinea l’importanza della Sua voce di “pastore buono” riconosciuta dalle Sue pecorelle, anche a distanza. Una voce che si conosce, ispira fiducia e ti viene voglia di seguirla, dopo averla sentita la vuoi anche ASCOLTARE, vi senti uno stile, una storia, ti sembra di essere CONNESSO da sempre con una “Persona” che non solo ti parla e ti comunica con la voce ma ti fa capire quanto tu sei importante attraverso il dono della sua stessa vita. Gesù di Nazareth...la nostra voce la riconosce fin dalle nostre origini. Ci ha dato una voce e un’identità precisa per poter sentire ognuno di noi come originale e RICONOSCIBILE ! Questo Pastore è BUONO proprio perché a noi sue pecorelle dà un’importanza enorme. Ecco perché nel rito del Battesimo si da così importanza al nome del catecumeno (piccolo o adulto che sia...) da pronunciare. Non preoccupiamoci del fatto che lui non senta la nostra voce perché magari siamo tanti (come qualcuno pensa e dice…) e dunque non può dedicare tempo ai problemi di tutti. Non è così. Ha tempo, energie, cuore per tutti ad uno ad uno. Ci tiene nelle Sue mani se solo noi lo desideriamo. E...da quelle mani nessuno ci potrà mai strappare. Ti dovesse mai chiamare….non nasconderti, ma rispondi con amore e generosità e pronuncia il tuo ECCOMI

 

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