A cura di #PADREBEPPE
Gv 21,1-19  Dopo la morte e Resurrezione di Gesù i discepoli sono confusi.

Troppa roba in pochissimo tempo. Non comprendono, ora credono ora dubitano…, vivendo e alternando momenti di felicità a momenti di sana angoscia. Finché il Maestro era fisicamente con loro, era diventato una sorta di “problem solving”, cioè risolutore di ogni difficoltà, o comunque un riferimento. Ma dopo la croce, la vita dei discepoli è sempre a un incrocio, (il gioco di parole è voluto…) e il semaforo ora è spento. Da che parte andare ? Chi passa per primo ? Proprio come noi oggi, quando siamo alle rotonde stradali. Vangelo sempre attuale e non virtuale !! Benedetto e benvenuto Vangelo che non ha spazio ne tempo…! Beh...insomma...nell’incertezza ci si aggrappa alle certezze, e i discepoli tornano al luogo e alla vita di prima : la barca, la pesca, l’acqua, i remi le vele.

Ma Gesù, come già detto altre volte, non sopporta di trovarsi senza discepoli, senza noi. Riparte, co santa pazienza, anche Lui dalla stessa riva, dalle barche dalla pesca...e...anzi...offre competenze a riguardo, indicando ai “pescatori” un atteggiamento e un luogo, per pescare alla grande : l’atteggiamento è NON SCORAGGIARSI MAI ! Il luogo è un lago (la vita…) in cui PESCHI NON PIU’ DA SOLO ma secondo indicazioni di quel Vangelo senza spazio e senza tempo ! Ci vuole coraggio ad essere discepoli oggi ? Si, tanto. Ma quella volta, 2000 anni or sono, ce ne voleva di più. Allora...mano ai remi, su le vele, in acqua le reti. Ci aspetta, sulla riva delle nostre delusioni e incertezze, Colui che in barca con noi ci farà fare pescate davvero miracolose.

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