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16-06-2018
Hope Seeds - Semi di speranza

In questa 11a domenica del tempo ordinario il Vangelo ci presenta due brevi parabole sul Regno di Dio. 

Nella prima si parla di un seme che ha una “forza propria” in quanto, ci dice, che il Regno di Dio procede, va avanti al di là dei freni o degli ostacoli che noi poniamo. 
Dio non lo possiamo “inscatolare” nei nostri desideri, schemi o tempi, perché va oltre, ha una sua logica interna. Siamo noi che dobbiamo entrare in questa sua logica e potenza!
Le opere umane, i nostri gesti, le nostre azioni consistono nel piantare il seme, ed esso, nel terreno della nostra vita, va custodito e coltivato; ma non sta alle nostre forze umane accelerare o rallentare questo iter di Dio.

E, poi, c’è la parabola del “seme piccolo” (di senape) dal quale crescono le più grandi piante su questo pianeta. 
Ebbene, anche qui la nostra logica umana è sviata, è depistata, in quanto il Regno di Dio è in teoria “piccolo”, ma può espandersi in grandezze e dimensioni proprie.
L’amore di Dio non va nella direzione della nostra logica, ne delle nostre misure o tempi, ma chiede esclusivamente “un atto di fiducia", perché Dio cerca le cose disprezzabili, che diventano piccole, che sono all’ultimo posto e di queste cose ne fa “le fondamenta del suo Regno”. 
E’ Gesù stesso questo seme che si è fatto piccolo, ultimo, si è lasciato condannare a morte, è stato scartato da tutti gli uomini, ma tutto ciò gli ha permesso di diventare il Signore, “colui che salva tutti coloro che lo accolgono”.
Noi spesso pensiamo: “nella vita è tutto sbagliato, non siamo arrivati da nessuna parte …”! ; ma questa non è la logica di Gesù, 
la croce che sembrava un ostacolo insormontabile, inarrivabile, vergognoso, è diventata luogo di resurrezione. 
I tempi per cambiare certi fatti, situazioni, malattie …, nella nostra vita, andranno a maturazione quando sarà il momento!

Noi possiamo vivere in due maniere su questa terra: 
possiamo vivere in una logica dove “tutto ciò che è comprensibile lo accettiamo” e “tutto ciò che è incomprensibile lo evitiamo”. 
In altre parole: tutto ciò che è razionale, nei nostri programmi, nei nostri tornaconti è da cercare e conservare, il resto è da buttare. 
La croce non va mai secondo i nostri programmi eppure è necessaria assolutamente per l’esperienza dell’amore. 
Non si può amare una persona senza passare da questa logica delle cose piccole, banali e ripetitive, occorre amare una persona, spesso, anche quando è assurdo stargli accanto!

Il mondo non lo salva chi ha tutte le cose: chiare, distinte e ben organizzate, con gli ultimi programmi di internet, le ultime “app” dei cellulari o altro, ma persone, come i santi nella storia, che sono andati “ai tempi e ai ritmi di Dio”.
Ci sono situazioni di dolore e di sofferenza “assurde”, ma che come semi, e senza nessun nostro sforzo, vanno a depositarsi ed a sbocciare nelle vite di uomini e donne dalle fedi smarrite o ostili. 
Ricordiamoci che la fede non va per vie prevedibili o appaganti della nostra mente, ma dove spesso bisogna stare fermi: “vegli o dormi, di notte o di giorno ti devi fidare”. 
Il problema è e rimane se ti fidi di Dio, se il seme è nel tuo campo!!, Se SI, allora, anche la piccola cosa disprezzata in te diventerà la grande opera di Dio nella tua vita.

BUONA SETTIMANA


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