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09-06-2018
Hope Seeds - Semi di speranza

In questa 10a domenica del tempo ordinario il vangelo ci racconta che Gesù raduna un sacco di gente accanto a sé e “chi non l’avrebbe ascoltato”?!. Parla di Dio in maniera straordinaria, ascolta tutti, rende tutto semplice e possibile, alcuni sostengono di essere stati guariti dalle sue parole, altri dal suo abbraccio... Credo che sono esperienze che anche ai nostri giorni si ripetono nelle nostre storie, in forme certamente diverse e per canali che lo Spirito Santo sa ben coordinare nei tempi e nei modi più opportuni!

Eppure “i bastian contrari”, gli scribi del tempo, non si fanno attendere e lo definiscono: un indemoniato, “un fuori di testa” e ogni sorta di cattiveria immaginabile. 
Cosa che non stupisce anche oggi dove la novità, la persona creativa e volenterosa più che ringraziamenti e attestati di stima si prende “bordate” di pettegolezzi e “battute ironiche negative”, su “chi è e cosa fa”, e che nel tempo rischiano di distruggere la persona. 
Quanto bravi siamo nell’arte del demolire e restii nell’arte del costruire con amore e rispetto! Siamo direttamente da premio Oscar, non servono le candidature previe!
Ma Gesù è immenso, non ha limiti di bene ed invece di mandarli “a quel paese”, cerca di argomentare, di ragionare, di farli rinsavire. 
Ma che idiota sarebbe Satana che caccia Satana?, dice Gesù, che interesse avrebbe il demonio a combattere se stesso? Se Satana fugge è perché arriva qualcuno più forte di lui, superiore alle tenebre. Satana fugge perché irrompe Dio nella vita caliginosa della persona ammalata, nella vita di me cristiano con “una fede a singhiozzo” o “forte con i deboli e debole con i forti”!. 
Il ragionamento di Gesù non fa una piega: giusto, semplice ed ovvio. Ma l’ovvietà raramente trascende il pregiudizio ostinato, specie quello di coloro che si sentono inviati da Dio.
Allora Gesù affonda il colpo: non riconoscere nelle sue azioni l’opera di Dio, non cogliervi l’agire del Signore è una bestemmia imperdonabile. E allora cari amici se davvero siamo sulle tracce di Dio prepariamoci a non essere capiti dai nostri famigliari, ad essere resi per bizzarri perché lo Spirito ci ha acceso di passione. Ma non dobbiamo avere paura: il Signore Gesù, invocato e pregato, seguito e amato, accolto e ascoltato, caccia ogni tenebra, ogni demone, ogni giudizio, e pazienza se qualcuno ci prende per matti.

Dicono a Gesù “tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e ti cercano” e lui risponde: “Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?”. 
C’è cioè una parentela nella carne che non è una parentela reale nello spirito. Lo si ama ma non si ha lo stesso modo, lo stesso stile, lo stesso modo di pensare, quindi ci si fraintende ed è il dramma dei discepoli, infatti, il primo rinnega, gli altri litigano sui primi posti, l’ultimo tradisce e alla fine tutti fuggono.
“Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”. Erano le persone che in quel momento erano sedute ad ascoltare ecco perché Gesù dice: chi mi ascolta mi è madre, mi dà la vita, mi fa vivere, perché ascoltare uno è farlo vivere in sé, è dargli l'esistenza, così com’è. Poi, chi ascolta la mia Parola ha il mio stile, il mio modo di pensare, di dire, di amare, diventa mio fratello. Questo è il mio vero parente. Altrimenti: “molti parenti, molti serpenti”!
Tra l’altro anche in ogni relazione, se ascolti l’altro, davvero entra in te, lo concepisci, lo fai vivere com’è, diventi madre. Uno esiste se è ascoltato, accolto così com’è. È l’ascolto che ci rende madre, non il dato biologico. Anche sul piano umano, se tu parli, ti comunichi e l’altro non ti capisce è come se morissi, qualcosa di te muore perché non sei ospitato, non sei concepito. Se invece l’altro ti capisce, tu ti senti vivere, vivi tu ed è come se la vita si espandesse anche nell’altra persona, è come un supplemento di vita. E poi diventi anche fratello/sorella, perché diventi come Lui, perché uno diventa la parola che ascolta.
Allora c’è una chiamata e una contro-chiamata, anche noi che siamo chiamati dobbiamo stare attenti a non impadronirci di Gesù, a addomesticarlo per fare di Lui l’attaccapanni dei nostri desideri, delle nostre opinioni. Si può amarlo e non conoscerlo, invece di amarlo e ascoltarlo.
BUONA SETTIMANA

 


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