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02-05-2017
CHE GIOIA CI HAI DATO…

Nei Vangeli del “Dopopasqua”, incontriamo un Gesù che si fa presente, si fa sentire, mentre discepoli ed apostoli fanno fatica a riconoscerlo cercando ancora la Sua fisicità, mani crocifisse, costato trafitto, insomma…prove, prove, prove. E Lui che talvolta pare giochi a nascondino con loro, ma…non è così. Questo “modo nuovo di essere” e di farsi presente, di Gesù, serve ai discepoli e agli apostoli a far sì che in essi maturi una riflessione ed un pensiero forte che poi li accompagnerà per tutta la loro esistenza.
Il bello della Resurrezione non è tanto, allora, il pensare a chi Gesù è apparso per primo, chiedendosi magari anche il senso di questo, ma CHI PER PRIMO HA SCOPERTO CHE LUI ERA VIVO. Non si tratta di un’apparizione fisica, ma di una scoperta spirituale, un sentire interiore. Allora, che per prima sia stata una ex prostituta a scoprire la RESURREZIONE, anziché un apostolo, è una cosa che non ci sconvolge. Lei che…ha molto amato. Agli apostoli del “Dopopasqua” è chiesto proprio questo, mentre essi ancora sono così legati alla fisicità di Gesù in modo così forte da non ammettere (non vedono, non riconoscono…) una sua presenza “totalmente altra”.
La presenza del “totalmente Altro” ! Solo questa scoperta interiore, questo sentire “nello spirito ed in verità”, ne su questo ne su quel monte…, ma nel cuore, rende la fede capace di riaprire le porte (chiuse a doppia mandata…) del cenacolo delle nostre paure, una fede coraggiosa, pronta a tutto, pronta a partire, perché consapevole che ”da quel momento in poi” il cenacolo (inteso come il luogo di una relazione profondissima fatta di amicizia e servizio ai massimi livelli, fatta di piedi lavati e di pane spezzato…fatta di amore assoluto…) è dentro noi.
Non cerchiamo tra i morti colui che è vivo, non andiamo per cimiteri, ancora una volta in cerca di un corpo fisico, materiale. 
Non è più un corpo da cercare, ma un’Anima (lo Spirito Santo…??) dalla quale lasciarsi permeare. Il Dio che si incarna e si fa uomo (lo festeggiamo nel Natale), il Dio con noi, diventa poi nella Pasqua il “DIO IN NOI”. La fede diventa matura !!! La mangiatoia prima, ed il sepolcro dopo, vengono abbandonati, perché il cuore dell’uomo diventi ora l’unica e indiscussa abitazione dell’Eterno. L’uomo stesso, permeato da questa ”presenza” diventa esso stesso eterno. Dio si è fatto come noi per farci come Lui. Si è incarnato (il richiamo ad un corpo fisico…), ma chiede a noi di lasciare posto anche alla “Sua anima” (Spirito…) per farci a Sua immagine.
Non è un giochetto, non è un magheggio alla Harry Potter, ma la bellezza di una relazione, la più significativa della nostra vita, quella della quale l’uomo ha fame e sete, quella che colma il desiderio di infinito che c’è in ognuno di noi e che non ci fa essere mai pienamente contenti, come se ci mancasse sempre qualcosa, finchè non troviamo Lui. Per lungo tempo cercato fuori di noi, ci accorgiamo finalmente del luogo dove si era “nacosto” e dove si trova meglio !! E’ Lui che ci sta abitando. La gioia che si prova è indicibile. (Indicibile ???) Anzi è raccontabile a tutti. Non riesci a tenere solo per te questo “mistero concreto” ( e vi assicuro che prima di mettere insieme queste due parole non ho bevuto…). 
Nasce inevitabilmente la Missione e la Testimonianza !
“Andate in tutto il mondo e battezzate tutte le creature, nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Ecco…io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi !!” (Dal Vangelo di Matteo)

P.Beppe Marano


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