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20-04-2015
L’Amore più grande: inno per la visita di Papa Francesco a Torino

Ancora Hope si conferma, con umiltà e decisione, come punto di riferimento per la realizzazione di inni per eventi speciali, come la visita di Papa Francesco a Torino del prossimo 21 giugno.
 
La lirica è interamente centrata sulle parole di Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” da cui è tratto il titolo, che a sua volta riproduce il motto “L’Amore più grande” dell’Ostensione della Sindone 2015.
Nella prima parte del brano è parafrasato l’invito di Gesù a seguirlo, prendendo, come lui, la propria croce (Lc 9,23 ): un invito che viene udito dentro un “vento leggero”, a ricordare che il Signore non è nel “vento impetuoso e gagliardo”, non è “nel terremoto” e neppure “nel fuoco” ma nel “sussurro di una brezza leggera”, come ci racconta l’esperienza di Elia (1Re 19,11-13 ).
L’invito di Gesù a seguirlo, però, non è una chiamata vocale, un messaggio o una promozione, ma è offerta di sé (Gv 10,17 ), è offerta del suo “cuore aperto” che “aspetta” il nostro cuore, così che, grazie al cammino di conversione, anche le opere, simboleggiate dalle “mani”, possano aprirsi “dalla terra al cielo” (Gc 2,17 ), e chi le compie possa passare dalla schiavitù del peccato alla libertà generata dal Figlio (Gv 8,34-35 ) per godere insieme della gioia senza fine, il “Paradiso”, promesso anche al malfattore sulla croce (Lc 23,39-43 ).
L’offerta di sé, che Gesù compie per ciascuno di noi, è offerta d’Amore, è “passione sconfinata”, è “passione infinita”, è, tutta la sua “vita”.
A questo invito di Gesù, il coro, che simboleggia la comunità ecclesiale, risponde con il ritornello, nel quale riconosce che l’”Amore più grande” è quello di colui che prende volontariamente e senza colpa la croce (il “legno pesante”), muore per noi e risorge aprendoci le porte della vita senza fine; sì, perché l’”Amore più grande” è Gesù stesso, che “muore e risorge” con noi, perché, come dice San Paolo, “se siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione” (Rm 1,5).
La ripresa della strofa evoca la vita rinnovata dall’incontro con Gesù nella Chiesa che cammina nel tempo, la quale viene resa con l’immagine del “sentiero” illuminato da una “nuova luce che non si spegne al soffio della notte scura”, a ricordare la promessa di Gesù alla sua Chiesa: “le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18).
Nella parte conclusiva si giunge alla professione di fede più consapevole, ovvero quella capace di riconoscere che il sacrificio di Cristo -di cui è straordinaria icona la Sindone- e la sua resurrezione hanno liberato “il nostro cuore dalla morte in fondo al male” ed hanno “spezzato le catene per andare a camminare”, sulle strade del mondo, nei momenti difficili (“sopra i sassi”) ed in quelli felici (“sulle viole”), intimamente ed irrevocabilmente uniti a Lui, risorto e vivo, consapevoli della sua promessa: “ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
 

 


La Redazione Hopeonline


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