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16-06-2014
Io ci sto: il mandato agli animatori degli oratori dell'Arcidiocesi di Torino, in sinergia con Hope.

Guarda il servizio sull'evento, realizzato dal "TGR Piemonte": clicca qui


 

«Io ci sto!»: si presenta con questa certezza il servizio educativo delle attività estive della Diocesi di Torino. Gli educatori e gli animatori di tutti Oratori erano infatti attesi domenica 8 giugno a Le Gru di Grugliasco, per ricevere dall'Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia un "mandato speciale", che richiama fortemente lo slancio della Lettera di Papa Francesco,Evangelii Gaudium.

L'invito a «starci», che ha accompagnato in questi ultimi mesi la formazione offerta dall'Ufficio di Pastorale Giovanile attraverso la Noitorino, assume un triplice significato, come spiega il Direttore dell'Ufficio Giovani, don Luca Ramello.

«Il luogo scelto per il mandato non è casuale. La festa di Mandato è stata infatti al summer camp de Le Gru. Un anno e mezzo fa l'Arcivescovo aveva lanciato la provocazione degli Oratori nei centri commerciali, significativamente scelti da tanti ragazzi e adolescenti per trascorrere il loro tempo libero. Dire - al Le Gru - «Io ci sto» significa dunque, innanzitutto, aprire gli occhi sulle trasformazioni sociali in atto e accogliere con entusiasmo le sfide che ci stanno davanti. Lo slancio missionario indicatoci da Papa Francesco ci porta a spalancare innanzitutto il cuore e la mente al contesto in cui viviamo. E questo è stato chiesto anche agli educatori e animatori dei nostri Oratori.

C'è allora un secondo significato di "Io ci sto", legato non solo al luogo ma alla data: domenica 8 giugno era Pentecoste, la festa che celebra la pienezza del dono dello Spirito Santo, che investe come vento e fuoco la Chiesa e la apre alle strade del mondo. Gli apostoli fino ad allora paurosi ed incerti escono dal Cenacolo e annunziano a tutti i popoli la Risurrezione del Signore Gesù. Il segreto di questa travolgente forza non sta però in loro stessi ma nel dono dello Spirito. L'Arcivescovo ha chiesto dunque agli animatori di "stare" innanzitutto dentro il soffio dello Spirito, di coltivare una profonda relazione con il Signore Gesù, di "stare" con Lui e con la Chiesa: solo così potranno essere veri testimoni tra le migliaia di ragazzi che incontreranno nei luoghi mesi estivi.

E c'è infine, una terza dimensione: "Io ci sto" indica anche un indirizzo di metodo, uno stile missionario tra le giovani generazioni. Si tratta del rilancio degli Oratori in prospettiva missionaria. Certo, il fraintendimento è possibile: non si tratta di ripetere nei centri commerciali strutture e attività proprie dell'Oratorio. Sarebbe un'ingenuità destinata a fallire. No, il senso è un altro: la "casa" dei legami, delle relazioni, dei rapporti continua ad essere l'Oratorio ma educatori e animatori saranno chiamati a "mettersi in gioco" non solo dentro i cortili degli Oratori ma in quei cortili e in quelle "strade" più grandi che sono questi spazi frequentati da tanti nostri ragazzi. Se nasceranno dei progetti seri con i Centri Commerciali, non saranno per impiantare là degli Oratori ma per abitare quegli spazi secondo lo stile (la "spiritualità") dell'Oratorio.

Del resto il primissimo Oratorio di don Bosco raggiunse i ragazzi là dove si trovavano. E l'esperienza dell'Oratorio nella movida di San Salvario conferma la possibilità di inventare modalità nuove di "fare Oratorio". Per chi...vuole starci!».

Il programma della festa, dalle 15 alle 18 circa, prevedeva innanzitutto una serie di attività e attrazioni proposte dal summer camp de Le Gru: dal surf "meccanico" alla palestra di roccia, dal baseball al tappeto elastico...e un grande nebulizzatore per stemperare l'atteso sole estivo!

L'animazione del pomeriggio è stata affidata alla Hope, attraverso i linguaggi della musica, del cabaret e del gioco. Francesco Sportelli e la sua band hanno offerto il sound alla festa in attesa dell'arrivo dell'Arcivescovo, che ha concluso il pomeriggio con la preghiera di Mandato.

Fonte: sito della Diocesi di Torino


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