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07-10-2011
Giovani e musica: a Roma come nel resto del mondo. Ecco i risultati di uno studio Hope e ACLI

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Presentazione

Anche i giovani romani sono inseriti nel vasto processo di globalizzazione che sta interessando anche la musica, non in senso estetico, ma in senso industriale; in particolare i giovani romani si indirizzano sempre più ai negozi di musica online, che ormai stanno prendendo sempre più piede tra i nativi digitali e che è globalmente cresciuta del 1000% negli ultimi 6 anni, lasciando sempre meno spazi ai supporti tradizionali come i CD.  Quasi un giovane romano su quattro (circa il 23%) scarica musica illegalmente, ovvero si connette alle maggiori piattaforme P2P che permettono lo scambio di files musicali (canzoni) da un computer all’altro, senza che chi scarica abbia informazioni su chi sia né dove abiti chi gli sta “cedendo” il file musicale.
 
 E' questa la sintesi dello studio realizzato da Marco Brusati, direttore di HOPE (una iniziativa che si occupa di progetti culturali, musicali e grandi eventi in ambito ecclesiale) in collaborazione con Cristian Carrara, presidente delle ACLI di Roma e provincia sulle tendenze musicali dei giovani romani  che verrà pubblicata domani  sul sito www.hopeonline.it.
"Senza più limiti di tempo o di spazio - spiegano Brusati e Carrara-  i ragazzi romani dalle loro camere collegate in rete e dai loro cellulari sempre più sofisticati accedono ai digital stores, i negozi digitali di tutto il mondo, che stanno rendendo anacronistici i confini nazionali, lasciando solo la lingua come ostacolo alla fruibilità totale del prodotto musicale; ma, si sa, la musica a volte si dimentica che esistono anche le parole e si canta ugualmente, in un inglese che a volte sembra più borgataro che d’Oltremanica o d’Oltreoceano".
 
"Nei primi dieci classificati nei download - aggiungono Brusati e Carrara -  troviamo un artista che agli adulti dice poco, ovvero Ke$ha con il brano TiK ToK. Lady GaGa è ampiamente presente nei gusti romani con due canzoni: Bad Romance e Telephone. Sull’onda di Lady Gaga, troviamo anche una sua giovane antesignana, ovvero Katy Perry con il brano California Gurls. L’hip-hop è rappresentato da Eminen (feat. Rihanna) con Love the way you lie. I gusti della tarda infanzia e della prima adolescenza sono rappresentati dalle vendite di Justin Bieber, con il brano Baby. Lanciato come un idol da Disney Channel, il ragazzino americano è al centro dell’attenzione delle bambine e delle ragazzine romane, che gli tributano un successo anche su Youtube: il videoclip “Baby” risultava visto da oltre mezzo miliardo di persone (560 milioni) ed è diventato video musicale più visto nella storia di YouTube".
La disco m

"Le preferenze italiane - concludono  Brusati e Carrara - dei giovani romani sono influenzate dai “talent” show, il che significa “Amici”, “X Factor”. Il 40% della Top10 dei giovani romani è infatti occupata da giovani provenienti dai “talent” show. Ecco i dati: Il 30% viene da “Amici”: Emma, Pierdavide Carone e Loredana Errore. Il 10% viene da “X Factor”: Marco Mengoni. Il 30% viene dalla “storia” della musica italiana: sono tre artisti con carriere ultradecennali, i quali, pur faticando a pareggiare le vendite dei giovani dei “talent”, sono ampiamente ricompensati  dal successo dei concerti live che continuano ad avere un altissimo gradimento da parte dei giovani romani, a tutto svantaggio dei giovani dei “talent” show che, fuori dalla televisione, non vengono pressoché chiamati; eccoi tre “big”: Luciano Ligabue, Vasco Rossi e Biagio Antonacci".


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