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05-09-2010
FREEDHOPE FESTIVAL. Una straodirnaria esperienza

La pioggia non ha fermato la serata finale del festival internazionale FreedHope, ma ha contribuito a renderla ancora più suggestiva e ricca di significato grazie al suo trasferimento presso la Basilica di San Nicola.

Per una sera, il meraviglioso santuario tolentinate ha aperto le sue porte a musiche magari inusuali per il luogo, ma che hanno scaldato il cuore dei numerosissimi presenti, i quali hanno gremito ogni più piccolo angolo, accorsi per ascoltare la parola di Dio, il Gospel appunto.

Alla presenza del Vescovo Mons. Claudio Giuliodori, del priore della Comunità Agostiniana p. Massimo Giustozzi e del Sindaco Luciano Ruffini, il Festival ha visto come protagonisti Georges Reyes, dei Gipsy King, nonché esponente di primo piano della Christian Music internazionale, il duo ragga-hip-hop francese Sentinel Crew e il "campione del mondo" Gospel Junior Robinson, solista dalla Gran Bretagna. Hanno partecipato il gruppo I figli della Luce, il coro Young Rainbow di Osimo e i Black Soul Gospel Choir, bravissimo gruppo cagliaritano formato presso Hope (iniziativa del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile) struttura che cura anche la progettazione annuale del FreedHope Festival, un evento che, ricordiamo, è nato nell’agosto del 2007, in occasione dell’incontro dei giovani con il Santo Padre a Loreto per l’Agorà. "Una serata unica e toccante, uno straordinario momento di grazia, una catechesi in musica" l’ha definita il direttore dell’evento Marco Brusati, che ha rivisitato l’evento di piazza adattandolo al luogo sacro; "di fatto" prosegue Brusati, "non abbiamo tolto nulla, anzi, nel veloce processo di rielaborazione abbiamo via via scoperto che ogni parola da noi preparata per la piazza era buona anche per la chiesa, perché al FreedHope il Vangelo non si sconta, ma, semplicemente, lo si ripropone attraverso i linguaggi della contemporaneità, operando un processo di inculturazione nello stile del grande gesuita maceratese Matteo Ricci".

La serata finale del festival è stata preceduto e preparata da un incontro pomeridiano con gli artisti internazionali ed i giovani, presso il Convento di San Nicola: "si aspettavano una trentina di ragazzi; ne sono arrivati quasi duecento": così commenta Nicola Pestillo, Presidente dell’Associazione FreedHope, organizzatrice del Festival con la Diocesi e gli Agostiniani. Durante l’incontro, Georges Reyes e i Sentinel Crew hanno raccontato della loro straordinaria conversione da una vita dissoluta ad una vita illuminata dall’incontro con Gesù, che ha cambiato non solo il comportamento, ma anche il modo di essere cantanti e musicisti nel mondo dei mass-media. I tantissimi presenti sono rimasti molto toccati dalla sincerità e dalla straordinarietà delle testimonianze e, al termine, hanno letteralmente abbracciato gli artisti, quasi impedendo loro di uscire dalla sala, tanto era l’entusiasmo, sfociato poi nel canto "Oh happy day" che ha coinvolto tutti sotto la guida di Junior Robinson.

Una nuova edizione di FreedHope si è chiusa, ma già domenica sera si parlava dell’edizione 2011 della manifestazione che non manca mai di sorprendere, anche se, dopo quattro anni, quello che non sorprende più ed è l’elevata qualità umana e artistica dei partecipanti.


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