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03-05-2010
A TORINO IL PAPA HA INVITATO I GIOVANI A “VIVERE E NON VIVACCHIARE”

Nonostante la pioggia, domenica 2 maggio Torino ha fatto da sfondo per un incontro di festa e di fede di giovani provenienti da questa città e da altre diocesi del Piemonte con Benedetto XVI, che li ha incoraggiati a vivere con coraggio e fedeltà le scelte definitive.
 “Siate testimoni di Cristo in questo nostro tempo!”, ha detto loro in una piazza San Carlo stracolma di ombrelli variopinti.
Per due ore, prima dell'incontro, la piazza è stata animata da musica ma anche da interventi di testimonianza. Presenti il grande coro “Hope” formato da 270 giovani, ma anche alcuni artisti internazionali provenienti dagli Stati Uniti, dalla Guadalupa e dalla Gran Bretagna.
“La sacra Sindone – ha detto il Papa riflettendo sul sacro Telo di cui è in corso in questi giorni a Torino l'ostensione – sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell’amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un’espressione credibile del volto di Cristo”.
Durante l'incontro i giovani hanno intonato l'inno “Santo Volto dei Volti” composto per questa occasione.
Benedetto XVI ha dato appuntamento ai giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Madrid nell'agosto del 2011.
“Auspico di cuore che tale straordinario evento, al quale spero possiate partecipare in tanti, contribuisca a far crescere in ciascuno l’entusiasmo e la fedeltà nel seguire Cristo e nell’accogliere con gioia il suo messaggio, fonte di vita nuova”, ha detto il Pontefice.
Come modello il Pontefice ha quindi indicato un giovane di questa città: Piergiorgio Frassati, membro dell’Azione Cattolica, figlio del fondatore e direttore del quotidiano “La Stampa”, e aderente all’Apostolato della Preghiera, della Congregazione Mariana e dell’Adorazione Notturna.
Per stare vicino ai minatori Piergiorgio Frassati decise di studiare Ingegneria Mineraria presso il Politecnico di Torino. Entrò poi nella Gioventù Cattolica (CGI) e nella Federazione Universitaria Cattolica (FUCI) e prese attivamente parte a congressi, riunioni e manifestazioni.
Appassionato di montagna, faceva delle sue escursioni un’opportunità di apostolato e di preghiera in comune. Poco prima di ottenere il titolo di Ingegnere Minerario, si ammalò di poliomielite. Morì, dopo una settimana di sofferenza, il 4 luglio 1925. Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 20 maggio 1990.
“La sua esistenza fu avvolta interamente dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli”, ha ricordato il Pontefice.
“Giovane come voi – ha aggiunto – visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dalla bellezza del Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo, di seguirlo, di sentirsi in modo vivo parte della Chiesa”.
Alla luce della sua testimonianza, il Papa ha incoraggiato i ragazzi e le ragazze ad avere “il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita”.
“Vivere e non vivacchiare” ripeteva il beato Piergiorgio Frassati.
“Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!”, ha concluso il Santo Padre.

Fonte: Zenit.org


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