SANTO VOLTO DEI VOLTI

Inno ufficiale dei giovani


(Tasto destro sul link, Salva Oggetto con Nome)




SANTO VOLTO DEI VOLTI.Cantata.mp3



SANTO VOLTO DEI VOLTI.Testo.pdf


SANTO VOLTO DEI VOLTI.Testo con accordi originali


SANTO VOLTO DEI VOLTI.Testo con accordi semplificati


SANTO VOLTO DEI VOLTI.Partitura Corale.pdf


SANTO VOLTO DEI VOLTI.Partitura Completa.pdf











CREDITS


Testo: Marco Brusati

Musica: Massimo Versaci

Arrangiamento: Danilo Ballo

Chitarre: Massimo Varini

Registrazione: Fabrizio Ronco

Voci: Grande Coro Hope



© 2010 Omnibus
Direzione artistica: Marco Brusati
Direzione produzione: Massimo Versaci


Santo Volto dei volti

Note introduttive alla lirica
di Marco Brusati

Nell’occasione dell’ostensione della Sindone, il testo si concentra sul volto di Cristo, nella sua valenza reale (l’immagine del Santo volto, cui è dedicata omonima chiesa a Torino), simbolica (il volto come ambito “buberiano dell’incontro io-tu), metaforica (l’esperienza di Cristo evoca l’esperienza umana, anche per il non credente) e teologica (l’uomo creato a immagine di Dio ha per modello Cristo, uomo perfetto, il “Volto” che ri-assume gli altri “volti”).

Il testo, con la sintesi “Santo Volto dei volti” vuole mettere in evidenza che “Cristo (…) proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. (…) Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo (…)” (Gaudium et Spes, 22).

Ed è la condivisione di Cristo della natura umana, nel suo “ricapitolare” in lui “ogni cosa” (Ef 1,10), che può far dire alla lirica “eravamo tutti li”, sulla croce, presenti a Cristo e, in quanto uomini, in lui; “eravamo tutti li”, nel sepolcro, ma eravamo e siamo tutti li quando la pietra tombale rotola via lasciandoci in “eredità” la consolante certezza che la morte è vinta, certezza che illumina e dà senso al tempo che ci è dato vivere: senza questa “energia”, la vita dell’uomo sarebbe irrimediabilmente votata al non senso, alla inutilità e, ultimamente, alla morte senza rimedio. In questo senso, «chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, si fa lui pure più uomo» (Gaudium et Spes, 41), ovvero vive con una marcia in più.

E cosa significa seguire Cristo? La lirica si focalizza su due punti: significa riconoscere il volto di Cristo per conoscere quello di Dio “Colui che vede me, vede colui che mi ha mandato " (Gv 12,44); e significa vedere Cristo nei fratelli, specialmente gli ultimi (“chi non ce la fa”) avendo presente quello che Gesù stesso ci ha detto: “Tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

La gioia di averlo incontrato, la “gioia” che “giunge in pienezza” (Gv 15, 11), si può così esprimere nell’incipit del ritornello, che richiama l’annuncio pasquale, un annuncio valido ieri, oggi e sempre: Alleluiah!

L’Autore